Tra le righe | La newsletter 

scriviciochevivi_perche mi tocca sempre sollecitare i pagamenti

Perché mi tocca sempre sollecitare i pagamenti?

Sollecitare i pagamenti è una frustrante scocciatura e, spesso, pure imbarazzante da fare. C’è chi i pagamenti li riceve in un battito di ciglia e chi deve rincorrerli e continuare a chiedere che vengano effettuati: come mai queste differenze? Se pensi dipenda dal fare la voce grossa, sei fuori strada.

Premetto che ogni tanto succede anche a me di dover sollecitare i pagamenti e, leggendo l’articolo, capirai perché ci capita.

Il pagamento ha un significato relazionale che si riconduce al dare e ricevere.

Quando una persona ha la tendenza a dare in modo incondizionato, per esempio, pagherà quasi troppo velocemente e chiederà le coordinate per il bonifico ancora prima che sia tua a inviargliele.

Questa persona ha imparato che è tutto sulle sue spalle, che deve prendere il controllo di ogni scambio e che dare è il suo compito primario.

Quando una persona temporeggia, al netto di possibili difficoltà economiche, ha imparato a far aspettare e a sua volta ad aspettare che arrivi dall’esterno la spinta ad agire.

Nel suo imprinting relazionale c’è che le persone portano pazienza e, prima o poi, ci sarà chi farà da motore all’azione e darà un limite, un confine, all’attesa.

È molto interessante perché forse questa persona si disorienta e perde il ritmo nel turno del dare e del ricevere: non ha imparato a eseguire la transazione affettiva e pasticcia anche con quella economica.

Quando una persona continua a non pagare può assumere due comportamenti distinti:

  • sparisce;
  • adduce motivazioni, giustificazioni e scusanti e chiede deroghe.

Il primo caso ricorda il ghosting delle relazioni affettive ossia: se sparisco, sparisce il problema; se sparisco, sai mai che sparisca anche il debito.

Il secondo caso è la replica di uno schema relazionale infantile per cui si cerca la scappatoia a qualcosa che no si vuole fare e, da qualche parte, c’è la speranza di farla franca.

Quando una persona si dimentica di pagare, di solito al primo sollecito rimedia. Potrebbe dimenticare il pagamento per diversi motivi che ricondurrei a due categorie:

  • distrazione, sovraccarico mentale, troppe cose da fare;
  • abitudine a ricevere quello che vuole senza particolare sforzo.

Quando solleciti il pagamento ti torna comodo identificare a quale categoria corrisponda la persona che non ha ancora pagato: se la conosci da poco, il primo sollecito aiuterà a fare chiarezza.

Capirai se si tratta di una persona che ha bisogno della spintarella per agire o se, invece, ha deciso di puntare i piedi e non pagherà.

La dinamica relazionale nascosta dietro un sollecito è quella stile mamma e papà.

Chi dovrebbe pagare:

  • aspetta che glielo ricordi;
  • protesta e non paga;
  • si agita e rimedia subito;
  • si mostra fragile per rimandare qualcosa che non ha voglia di fare.

Ci sono anche altre tipolgie di comportamento che, più o meno, si riconducono alle stesse dinamiche.

Si può prevenire questo tipo di dinamica relazionale oppure gestirla quando si è già manifestata.

Alla base sta l’analisi di come sei solita o sei solito strutturare il rapporto professionale:

  • ti dedichi tantissimo?
  • imponi le scelte?
  • fatichi a imporre scelte necessarie?
  • scordi dettagli e devi richiederli al cliente/alla cliente?
  • dai indicazioni fin troppo dettagliate?
  • rispondi a monosillabi?
  • etc.

Ogni modo in cui stai in relazione genera un comportamento nell’altra persona che può avere i suoi pro e i suoi contro.

Studiamoli insieme!

Scrivi ciò che vivi_home_Copywriting
Ciao!

Sono Francesca, consulente di comunicazione per libere professioni, negozi e piccole aziende.

Analizzo gli schemi comunicativi nascosti, poi riprogetto la comunicazione. Riscrivo, all’occorrenza.

Ultimi Post

Vuoi imparare a leggere Tra le righe?

Servizio clienti da favola

sviluppalo ora!