Hai un blog e vuoi farlo scrivere all’IA? Analizziamo insieme per bene i vari passaggi.
Tipi di IA a cui appoggiarti per il blog
Ci sono diversi bot di Intelligenza Artificiale e ciascuno d’essi ha i suoi pregi. Per esempio:
- Gemini è una bomba a sintetizzare e creare script veloci e è anche piuttosto aggiornata;
- Perplexity genera buone ricerche su desideri e bisogni del target;
- Claude è una buona editor, con uno stile abbastanza caldo e coerente con quello che tu le proponi;
- ChatGPT è versatile e adattabile e, con dei buoni prompt, ottieni ottime risposte.
Per scrivere un blog con l’IA servono più bot?
Per scrivere il tuo blog può servirti, quindi, un mix di IA. Una ti darà le idee, una scriverà, una farà l’editing…
In realtà tutto questo è un lavorone e molte mie clienti, dopo tutto questo processo, finiscono per darmi la bozza dell’IA perché io la modifichi e le dia la consistenza che cercano.
La danno a me perché non riescono a revisionare da sole la bozza dell’IA. Perché?
La difficoltà di revisionare un articolo blog scritto dall’IA
L’IA può scrivere ottimi testi anche se ci sono alcuni aspetti che rendono riconoscibile la sua mano.
Il testo finale è spesso appiattito e non contiene le peculiarità emotive e cognitive di chi lo pubblicherà. Persino quando le si chiede di usare un tono vivace e spiritoso, le sue battute e la sua ironia hanno qualcosa di gelido che, in confronto, lo humor inglese è bollente.
Non possiamo aspettarci che l’IA generi testi personali e umani, neanche se glielo chiediamo benissimo. Figurati quando glielo chiediamo con prompt approssimativi e sbrigativi scritti alle otto di sera.
Eppure l’articolo che ci genera è apparentemente un buon testo scritto e, proprio questo, rende difficilissima la revisione. La correttezza formale depista e impedisce di recuperare tono e stile, con il risultato che tocca riscrivere tutto daccapo.
Le caratteristiche che fanno sentire che il tuo articolo lo ha scritto l’IA
Un testo scritto dall’IA si riconosce a naso, a pelle, a sensibilità. Tuttavia, ci sono alcuni dettagli che puoi sgamare in quattro e quattr’otto.
Vezzi stilistici dell’IA:
- Usa i modi di dire in contesti in cui ti sembrano stonare;
- Sceglie metafore che hanno dei tra le righe poco etici o poco attenti;
- Usa sempre le stesse parole a effetto (per esempio bussola, ponte, drammi, motore del cambiamento…);
- Tende a una narrazione retorica ed epica (per esempio: non solo[…], ma anche[…]);
- Lo svolgimento sembra seguire una scaletta che ricorda i temi in classe alle medie;
- Si inerpica in discorsi in cui inanella in modo ricorsivo le parole: il risultato sembra coerente anche se, rileggendo, noti che manca di logica.
La presentazione di testi IA tutti uguali crea assuefazione
Succede che a forza di leggere sempre lo stesso tipo di comunicazione ci si assuefa e non ha più effetto. Un testo di marketing non attrae, un testo formale annoia ancora di più di quello che già fa di suo.
Addirittura, ho notato che alcune persone hanno inziato a scrivere loro stesse come l’IA, in un circolo vizioso inquietante in cui l’essere umano genera e produce comunicazione a partire dai modelli IA.
Che folle contorsionismo cognitivo e sociale stiamo vivendo!
Come scrivere un blog con l’IA, allora?
Ti suggerisco di appoggiarti all’IA, al più, per darti qualche idea sul titolo, sulla sequenza del piano editoriale, per la ricerca degli argomenti che più interessano il tuo settore.
Prendi comunque tutto con le pinze: non usare il titolo così come te lo propone, non prendere per buono il piano editoriale e modellalo più che puoi. Pensa e senti da essere umano, empatizza per cogliere quali potrebbero essere i bisogni del tuo target anziché aspettarti che l’IA li riconosca a tavolino, su base statistica.
L’IA – per quanto predittiva e generativa – è sempre un passo indietro rispetto all’evoluzione emotiva e riconosce le emozioni solo dopo che donne, uomini e persone fluide ne parlano da un po’.
L’alternativa è dare i tuoi prompt a un essere umano
Ti parrà paradossale, l’essere umano ci metterà meno a scrivere l’articolo per te. Sentirà cosa vuoi comunicare, riconoscerà il tuo tono di voce e, senza replicare copioni letti e riletti, scriverà qualcosa che ancora non è stato scritto, con tutti i dettagli sensoriali, emotivi e cognitivi che ti appartengono davvero.
NOTA: all’essere umano che scegli per il copy, non dare la bozza IA: depista. Dai il prompt o la scaletta scritta da te e avrai un ottimo risultato.
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