La newsletter fa ancora vendere? Sì, alla condizione che non faccia effetto pubblicità – nè diario personale! – . In questo articolo ti descrivo come riuscirci.
Premessa: il senso della newsletter
Quando la newsletter era cartacea
La newsletter nasce cartacea, decenni fa, come aggiornamento periodico di settore. Si è estesa al pubblico quando le persone (io stessa) hanno avuto la possibilità di iscriversi a club, gruppi e associazioni e hanno iniziato a ricevere nella buchetta della posta del condominio e del giardino buste spesse con giornalini e volantini informativi, esclusivi.
Vendeva, già allora.
Quando la newsletter si è fatta digitale
Poi la newsletter è diventata digitale e oggi si pensa alla newsletter solo sotto forma di e-mail. C’è anche chi ha creato mini newsletter per WhatsApp e Telegram o Messsenger, sotto forma di broadcast o gruppo.
Qualche anno fa c’erano poche newsletter, molto accurate. Ricordo la mia prima newsletter: la avevo suddivisa in rubriche e ogni mese inviavo, di fatto, una sorta di rivista di settore con informazioni variegate. Chi la leggeva aveva scelto di iscriversi per passione sull’argomento e amava continuare a informarsi.
Questo modello ricco, stile rivista periodica, ha funzionato bene fino a quando le nostre caselle di posta hanno ricevuto poche newsletter.
Quando abbiamo iniziato a iscriverci un po’ a tutte, con la promessa di sconti, la casella di posta si è intasata e, spesso, dimentichiamo a quante newsletter abbiamo dato adesione.
Detta così, sembra non aver più molto senso scriverne una, no? Invece la newsletter fa ancora vendere.
La newsletter oggi
Ti accompagno passo dopo passo, parola dopo parola, a cogliere il senso della newsletter, oggi. Obiettivo, iniziare a pensare e scrivere newsletter che portano alla vendita.
Nome newsletter
La tua newsletter ha un nome? Assicurati di averle dato un nome coerente con ciò che fai, se possibile SEO – Friendly.
Anche le parole che scegli per invitare a iscriversi debbono essere coerenti nel lessico, nello stile e rispetto al settore.
Formati della newsletter
- Formato mini, per messaggio: su WhatsApp, Telegram, Messanger e altre chat;
- Formato e-mail: il formato più conosciuto.
La newsletter via e-mail ha lunghezze diverse:
- Brevissima, 300-500 parole >> per pubblicità spicciole, auguri, informazioni di servizio, promemoria di sconti;
- Breve, 500-800 parole >> per raccontare un’esperienza rapida o una novità , argomentare un aspetto del proprio mestiere;
- Classica, 800-1800 >> per argomentare, esprimere pareri, presentare riflessioni, proporre esempi ed esercizi… Si può anche dividere in sezioni;
- Maxi, oltre le 1800 parole >> richiama un poco la newsletter di un tempo, a volte si divide in rubriche. Qualche volta è solo lunga e basta.
In base al tipo di attività che svolgi e allo scopo di ogni singola uscita di newsletter, serve adattare la lunghezza. Inoltre, anche se di solito la invii per proporre sconti e offerte evita di farlo di continuo e intervalla con newsletter argomentative o personali.
Periodicità della newsletter
Puoi scegliere tra un invio settimanale, quindicinale, mensile, occasionale.
Sconsiglio l’occasionale; ha effetto sorpresa, è vero, però non dà a te la regolarità nella comunicazione – e rischi di trascurarla – e non abitua le persone all’appuntamento con te.
Di solito si predilige la cadenza quindicinale o mensile anche se in alcuni periodi della propria attività , la cadenza settimanale è un toccasana – purchè non bombardi di promo! Le promo, dopo un po’, stancano e le persone non aprono più la newsletter pensando che non hai granché da comunicare.
Argomenti newsletter
Serve una lista di argomenti, la cosiddetta linea editoriale: non un piano definito, per avere flessibilità e margine creativo. Prediligi una linea editoriale comoda da variare e replicabile.
Suddividiamo le newsletter in:
- Vendita e promo;
- Informativa;
- Divulgativa (per educare, insegnare, spiegare);
- Personale.
Non le fare, mai, tutte dello stesso tipo!
Se hai un negozio, assicurati di avere un appuntamento fisso in cui racconti aspetti del tuo lavoro tangenziali alla vendita: curiosità sulle origini dei prodotti, come hai iniziato, come usi ciò che vendi, come si lava, conserva o cucina, racconta qualcosa di te…
Se proponi servizi, invia con costanza siggerimenti, chicche e riflessioni sul tuo mestiere, mostra il come e il perché di ciò che offri, descrivi come applichi nella tua vita quello che sai, accenna alla tua storia…
Solo se hai questi appuntamenti solidi, che creano contatto, puoi permetterti di inviare le newletter brevissime con la sola proposta di vendita. Solo se intervalli contenuti più tecnici e divulgativi puoi dedicare qualche uscita a parlare di te, altrimenti l’effetto diario personale autocelebrativo è dietro l’angolo
Oggetto newsletter
Scrivi oggetti chiari, trasparenti e sinceri e mettici un poco di stile personale.
Evita gli oggetti piacioni, acchiappa-like, “gancio” e altre amenità simili. Fanno annusare la fregatura e succedono tre cose:
- Non ti aprono la newsletter e la cestinano;
- La aprono per impulso e la richiudono sopo un istante, con la consapevolezza di non avere voglia di farsi agganciare (il tasso di apertura è alto; il tasso di lettura, clic sui link e conversione è di fatto nullo);
- Si disiscrivono, con la sensazione che stai invadendo casa. – Ah, nota, è obbligatorio sia visibile e funzionante il link per disiscriversi -.
Incipit newsletter
Come quando leggi un libro, le prime righe della newsletter determinano la sua lettura. Magari hai scelto un buon oggetto: se la partenza è fiacca, però, è difficile che il testo venga letto per intero. Affina la tua capacità di iniziare al newsletter e, prima di inviare, chiediti se tu leggeresti oltre le prime righe.
Infine, lo stile della newsletter
Lo stile è importante. Serve uno stile generale, rappresentativo di te e della tua attività e uno stile contingente e specifico, legato all’argomento della singola uscita. Lascia che la newsletter mostri la fluttuazione emotiva umana, per entrare in contatto con chi ti legge, in modo naturale. Perché chi ti legge ti conosca e si fidi.
È la fiducia, il presupposto alla vendita.
Hai già una newsletter e vuoi rivederla? Oppure parti da zero?
Con il servizio Newsletter in delega la facciamo diventare un appuntamento che le persone non vedranno l’ora di leggere e che fa, ancora, vendere!
