Scrivere un’e-mail di presentazione senza IA sembra essere diventata un’impresa. Ogni giorno ricevo comunicazioni scritte con lo stampino, secondo un modello che è il risultato della peggiore sintesi di tutte
le e-mail che abbiamo inviato negli anni. Si può fare di meglio.
Scrivere un’e-mail di presentazione è difficile perché…
Presentarsi è parecchio difficile. Un’e-mail di presentazione ha natura:
- narrativa: è un racconto e, si sa, lo storytelling è arte;
- esistenziale: ti descrive mentre descrive anche il senso della tua attività che è come presentarsi al primo appuntamento e argomentare il senso della vita.
L’effetto foglio bianco e blocco dello scrittore (e della scrittrice) è frequente e lo so cosa succede a quel punto: chiedi l’aiutino all’IA.
La presentazione che ti scrive l’IA non va bene
Prima di tacciarmi per boomer e boomer non sono, leggi qua.
L’IA prende spunto da testi vecchi, elabora tutto velocissima, calcola una statistica di frasi che sono state usate di più nelle e-mail di presentazione e propone la sua bozza usando le parole che tu hai inserito nel prompt.
Ora, per prima cosa, quelle parole che hai usato tu per il prompt potevi usarle per scrivere l’e-mail da te, no?
Non mi dilungo su questo.
Mi sposto, invece, sull’altra questione: il patchwork comunicativo che ti ha abbozzato l’IA.
Motivi base per cui la bozza IA non va bene
#1 È una ricostruzione media di una presentazione professionale solo che… tu vuoi essere una persona da presentazione media?
#2 Le presentazioni professionali del passato, diciamolo, non sono famose per essere state una meraviglia espressiva e, di conseguenza, non potrà essere una meraviglia espressiva un testo che ha messo insieme un po’ e un po’ delle varie presentazioni, per di più senza avere alcuna idea di ciò che è bello, nuovo, raffinato, pensato, personale…
#3 L’IA non ha la tua esperienza di vita. Mentre scrivi la tua presentazione di persona il tuo cervello crea collegamenti e sviluppa reti biografiche e semantiche utili per arricchire il racconto. L’IA poggia il racconto sui pochi appunti che hai scritto nel prompt.
#4 All’IA non vengono belle idee: non ricorda che in quella canzone anni ’80 c’è una frase perfetta da citare ora. A questo proposito, ho letto un articolo molto bello su Wired.
#5 L’IA non si accorge se sta usando lessico ambiguo, che può maldisporre chi legge.
#6 L’IA ti depista: scrive testi che sembrano avere un senso logico e una certa autorevolezza e poi, quando li ripercorri con attenzione, fanno acqua.
Sono anni che lavori per distinguerti e adesso butti tutto all’aria!
La moda di chiedere all’IA di scrivere al posto tuo sta facendo volatilizzare tutto il lavoro che hai fatto in questi anni per distinguerti perché non può esserci nulla di distintivo in una presentazione che è il puzzle di migliaia di presentazioni simili.
Chi ti legge potrebbe accorgersi che hai scritto con l’IA e pensare che, se non sai o non vuoi raccontarti di prima penna, allora forse non vali così tanto o non dai valore alle persone a cui ti presenti, quasi dessi tutto per scontato.
Soluzione pratica e agibile da subito
Insomma, se fossi in te non invierei un’e-mail di presentazione scritta con l’IA e andrei su un testo con:
- incipit interessante;
- sviluppo narrativo;
- dettagli personali;
- stile comunicativo ben pensato;
- lessico attento alla dinamica relazionale;
- excipit naturale e contestualizzato.
Scrivi una bella bozza, poi me la giri per e-mail e creiamo la tua migliore presentazione, in più varianti e dimensioni così te la puoi giocare anche oltre le e-mail: sui social, su brochure e biglietti da visita, come script per una videopresentazione… Potremo sbizzarrirci!
Ti aspetto,
Francesca
